Cosa si intende per provincia romana. Gli inizi. Parte 2

Durante il periodo iniziale dell’impero, le province vennero spesso considerate veri e propri territori conquistati, assoggettati, ai quali venivano imposti dei tributi. L’idea era quindi quella di sfruttare i territori a livello economico. Le condizioni di coloro che abitavano nei territori divenuti province potevano essere molto differenti. La qualità di vita e i diritti variavano a seconda di molti criteri. Per prima cosa le condizioni iniziali nel quale si trovava il territorio e il popolo occupante prima dell’arrivo dei romani. In secondo luogo come il territorio fosse divenuto provincia, se attraverso una guerra o in modo pacifico. Alcuni esempi di questa tipologia di annessione sono per esempio i territori di Cirenaica, Pergamo, Egitto e Brinia. All’interno di questi territori le autonomie cittadine preesistenti vennero rispettate.

Anche per quanto riguarda l’autonomia cittadina si ebbero differenti esempi basati nella maggior parte dei casi sull’atteggiamento tenuto dagli occupati rispetto al vincitore, Roma. Le tipologie di autonomia cittadina potevano essere: civitates stipendiariae (città ‘stipendiarie’), civitates liberae (città libere), oppure civitates liberae et immunes (città libere ed esenti da imposta). Roma decideva in assoluta libertà quale tipo di concessione garantire alle città occupate, e in qualsiasi momento manteneva la facoltà di revocare tale concessione. Esisteva inoltre un’altra tipologia di città, le civitates foederatae (città alleate) con le quali Roma aveva stabilito un patto.

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A tutte queste tipologie di città si aggiunsero rapidamente le colonie formate da cittadini romani oppure italici. L’organizzazione del territorio si basava essenzialmente sulla topografia della città già esistente, questo valse in particolare per quanto riguardava le province del lontano oriente. In Occidente, dato lo scarso numero di città presenti, i territori vennero divisi inizialmente in distretti rurali, con lo scopo principale di ricavarne tributi. Roma iniziò a fondare in modo sistematico colonie in qualsiasi luogo si recasse il suo esercito, concedendo a sempre più città lo status di municipio. Questo comportamento garantì una ‘romanizzazione’ più rapida dei territori conquistati.

All’interno delle province, tutti i poteri convergevano nella figura del governatore. Nelle sue mani ricaddero il potere amministrativo, giuridico (penale e civile), finanziario e militare. Ogni colonia venne divisa in territori definiti distretti giudiziari, più facili da amministrare. Ognuno di questi era caratterizzato da un capoluogo specifico.