Cosa si intende per provincia romana. Gli inizi. Parte 1

In seguito all’espansione territoriale avvenuta tra il III e II secolo a.C., il termine provincia cambiò  in modo graduale il suo significato. Non si intendeva più il territorio sul quale si estendeva la competenza di un determinato magistrato, e all’interno del quale poteva esercitare il suo potere. La provincia divenne un territorio sottomesso all’interno del quale il magistrato esercitava i propri poteri, oltre i confini dell’Italia romana.

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L’organizzazione dei territori recentemente annessi alla repubblica veniva definita attraverso una lex provinciae (legge della provincia). Questa legge veniva emanata dal magistrato grazie ai poteri derivanti dalla carica ottenuta attraverso l’elezione, o in alternativa l’organizzazione della provincia era data in carico a un esponente emerito del Senato, accompagnato da una commissione composta da cinque o dieci ulteriori senatori. In ogni caso, la legge necessitava una ratifica da parte del Senato. Questo aveva facoltà di inviare commissioni di legati ai quali venivano delegati poteri consultivi.

La legge determinava l’intero ordinamento della provincia. All’interno di questa legge venivano trattati svariati argomenti: suddivisione amministrativa della provincia in circoscrizioni (chiamate nella maggior parte dei casi convents), struttura territoriale interna della provincia, grado di autonomia delle città presenti all’interno del territorio, norme tributarie, limitazioni imposte ai cittadini di quell’area e ai cittadini romani. A volte la legge non veniva promulgata immediatamente dopo la conquista del territorio, questo valeva in particolare per le province annesse durante il primo periodo dell’impero romano.

Le province romane venivano governate da magistrati (pretori), eletti appositamente per tale carica, o in alternativa da consoli ai quali veniva assegnata tale carica. Questi venivano coadiuvati dai questori per le questioni inerenti all’amministrazione civile e militare. La struttura gerarchica implicava inoltre un numero vario di funzionari (cohors praetoria) che svolgevano le funzioni più disparate all’interno dell’amministrazione provinciale.